Ognuno se la vede come vuole, e siccome qui si sta cazzeggiando, la "fusione" è naturalmente da leggere come esagerazione linguistica
e
"argumentum ad ignorantiam"Ma se nel 1859 qualche "piccolo" problema l'ha dato che non si aveva nulla, logico supporre che nell'opulente mondo occidentale il supposto disastro venga ora acuito....che culo che hanno quelli che non hanno un c....
Copio/incollo che troppo lungo aprire il tutto:Senza precedenti l’evento della settimana scorsa: la comparsa contemporanea di due
gigantesche macchie solari
Quando esplode l’energia del Sole
L’ondata di particelle investe la Terra scatenando tempeste magnetiche
di Adriana Giannini
È cominciato tutto lo scorso 22 ottobre. Una macchia solare, che gli astronomi avevano denominato
10484 e tenevano d’occhio già da una settimana, ha cominciato a crescere a dismisura diventando una
delle più grandi osservate negli ultimi anni. Venerdì 24 aveva raggiunto le dimensioni del pianeta gigante
Giove e poteva essere facilmente osservata a occhio nudo (si fa per dire perché non bisogna mai
guardare direttamente il Sole). Martedì 28 ottobre a questa macchia se ne è aggiunta una seconda,
dieci volte più grande della Terra, denominata 10486.
La contemporanea comparsa di queste due macchie solari giganti è un evento mai registrato in
precedenza, segno di un’attività solare del tutto anomala, che si è verificata tra l’altro “fuori stagione”
come ha fatto notare Larry Combs, un meteorologo del NOAA, l’Ente statunitense che sorveglia gli
oceani e l’atmosfera. Le macchie solari hanno infatti un ciclo di 11 anni e il loro picco era già stato
osservato nel 2000.
L’attività solare ha poi raggiunto il suo apice il giorno successivo, mercoledì 29, a conferma dell’allerta
lanciata da NOAA, NASA ed ESA alle emittenti radio, ai gestori delle linee elettriche e telefoniche, alle
compagnie aeree e dei satelliti per il telerilevamento.
Perché tutto questo allarme destinato fortunatamente a cessare nel giro di pochi giorni via via che il
Sole, ruotando su se stesso, sottrarrà la Terra all’influenza delle macchie solari? Forse non tutti sanno
che le macchie solari sono regioni della fotosfera che appaiono più scure perché caratterizzate da una
temperatura di 2000° Kelvin più bassa della restante superficie dell’astro. In queste regioni la turbolenza
dei gas sviluppa intensi campi magnetici che immagazzinano energia e nel giro di pochi minuti riscaldano
il materiale che costituisce la fotosfera fino a raggiungere milioni di gradi e produrre un’esplosione che dà
luogo a una tempesta di particelle di alta energia chiamata eruzione cromosferica o brillamento. Nel giro
di un giorno queste particelle cariche dirette prevalentemente verso la Terra a una velocità di 2145
chilometri al secondo, raggiungono gli strati superiori dell’atmosfera provocando perturbazioni repentine
della ionosfera e, qualche ora più tardi, tempeste magnetiche, segno evidente che durante le eruzioni
solari vengono emesse radiazioni ultraviolette, raggi X e particelle elettricamente cariche. Del resto
abbiamo avuto un testimone diretto di queste eruzioni: il satellite SOHO (SOlar Heliospheric Observatory)
- realizzato grazie un progetto congiunto tra l’Agenzia spaziale europea e quella americana, in orbita
intorno al Sole a una distanza di un milione e mezzo di chilometri dalla Terra - ci ha inviato spettacolari
fotografie dei brillamenti della corona solare. L’aveva già fatto nell’aprile 2001, in occasione di un evento
analogo.
Come risultato dell’eruzione, nelle regioni settentrionali si può assistere a splendide aurore boreali, ma lo
spettacolo viene pagato a caro prezzo. I disturbi provocati nella ionosfera, lo strato che dell’atmosfera
che consente alle onde radio di venire riflesse, possono interrompere le trasmissioni radio e satellitari e
causare errori nei sistemi di navigazione, nelle reti dei computer e nell’approvvigionamento di energia
elettrica (come accadde per ben nove ore nel 1989 nel Quebec). Inoltre gli sciami di protoni e di
particelle di alta energia possono mettere in pericolo gli astronauti e i veicoli spaziali, mentre chi viaggia
in aereo ad alta quota assorbe un quantitativo di raggi X paragonabile a quello di una radiografia.
Ma le tempeste solari hanno almeno un risvolto positivo sulla Terra: riducono per qualche giorno la
quantità di raggi cosmici, provenienti dallo spazio extrasolare, che normalmente raggiunge la Terra.
In realtà sembra che le cose siano andate meglio di quanto si temesse: qualche interruzione nella rete
dei computer o nelle trasmissioni radio, niente sicuramente in confronto di quello che accadde circa un
secolo e mezzo fa, tra l’uno e il due settembre 1859, in seguito alla più intensa tempesta magnetica di cui
si abbiano testimonianze sicure. In quell’occasione gli abitanti dei due emisferi assistettero a fenomeni
che avevano dell’incredibile.
Aurore polari apparvero in località dove non erano mai state viste, come Roma, L’Avana e le Hawaii, e
negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei i cavi telegrafici - la cui invenzione risaliva solo a 15 anni prima
- si spezzarono spontaneamente provocando numerosi incendi. Anche le prime linee elettriche, che
erano state posate proprio in quegli anni, subirono gravi interruzioni.
Questi eventi erano stati preceduti dalla comparsa, il 28 agosto, di numerose macchie solari seguite
subito dopo da parecchi brillamenti culminati, il primo settembre in una gigantesca eruzione cromosferica,
che per un intero minuto fece raddoppiare l’intensità della luce solare. Dopo 17 ore e 40 minuti
un’immensa nube di particelle di alta energia diretta perpendicolarmente al campo magnetico terrestre
raggiungeva l’atmosfera del nostro pianeta attraversandone gli strati superiori.
Secondo Bruce Tsurutani del Jet Propulsion Laboratory della Nasa non è affatto escluso che una
tempesta solare di queste proporzioni o anche maggiore possa verificarsi di nuovo, magari in occasione
del prossimo picco di attività solare nel 2011, ma è sperabile che non ci trovi impreparati e che i nuovi
materiali si dimostrino più resistenti di quelli del XIX secolo.
Almeno a NASA e NOAA si dovrebbe prestare attenzione, e forse meglio ancora leggere fra le righe che
istituzionalmente questi han l'obbligo di non creare allarmismo tra il popolo bue.
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